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Cereali, raccolti europei e geopolitica ridisegnano il mercato

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Il mercato italiano dei cereali, in procinto di entrare nella nuova campagna di semina, registra prezzi in risalita nelle ultime settimane, seppure ancora lontani dai picchi degli anni più turbolenti. Il motivo principale è un'offerta europea meno abbondante.

Secondo Coceral, l'associazione europea del commercio dei cereali, il raccolto 2026 di grano tenero nell'Ue a 27 (più Regno Unito) si fermerà a 137,5 milioni di tonnellate, contro i 148,7 del 2025. Per il mais il calo è ancora più netto: 48,6 milioni di tonnellate, da 56,5.

Per il grano duro il quadro è diverso. La sola produzione italiana è stimata in circa 4,1 milioni di tonnellate, il 6% in meno rispetto al 2025 ma sopra la media quinquennale. La qualità è complessivamente buona, anche se il tenore proteico risulta più contenuto. Sul mercato nazionale, dopo una partenza stabile della nuova campagna, resta quindi da verificare quanto la minore disponibilità possa tradursi nei prossimi mesi in un recupero dei prezzi.

L'Italia dipende dall'estero per una parte del proprio fabbisogno e un raccolto europeo più corto obbliga a guardare con più attenzione alle importazioni e alla concorrenza tra i Paesi acquirenti.

Il grano italiano resta legato all'andamento dei mercati internazionali, ma può giocare la carta della qualità: le partite adatte alla molitura possono spuntare prezzi migliori. Pesa anche il commercio mondiale di frumento, atteso in calo rispetto al record precedente, anche per le difficoltà logistiche delle esportazioni dal Mar Nero.

Sul mais il tema è ancora più diretto: il caldo estivo ha ridotto l'offerta europea e la zootecnia italiana avrà comunque bisogno di mangimi.

La nuova campagna si apre così senza una direzione univoca: meno prodotto europeo sostiene grano e mais, mentre l’ampia offerta mondiale ne limita i rialzi. Per gli agricoltori italiani diventano quindi centrali qualità, destinazione del prodotto e momento di vendita, in un mercato nel quale raccolti e geopolitica possono modificare rapidamente gli equilibri.