Compilazione di un assegno: campi ed errori comuni
Dall’assegno bancario a quello circolare: ecco come si compila correttamente un assegno, quando va scritto “non trasferibile” e a cosa fare attenzione.
Come si compila un assegno e quali regole seguire
Nonostante la diffusione dei pagamenti digitali, l’assegno bancario continua a essere uno strumento utilizzato in diverse situazioni, come il pagamento tra privati o la compravendita di beni e servizi. Saper compilare correttamente un assegno è fondamentale per evitare errori che ne compromettano la validità o ritardino l’incasso.
Quando serve ancora compilare un assegno?
L’assegno bancario è un titolo di pagamento con cui il titolare di un conto corrente (il traente) ordina alla propria banca di versare una determinata somma di denaro al beneficiario. Si tratta di uno strumento “pagabile a vista”, cioè incassabile al momento della presentazione, purché entro i termini stabiliti dalla Legge:
- 8 giorni se emesso “su piazza”, ovvero nello stesso Comune della banca;
- 15 giorni se emesso “fuori piazza”, cioè in un Comune diverso.
Per poter emettere un assegno è necessario:
- essere titolari di un conto corrente attivo;
- aver sottoscritto una convenzione d’assegno con la banca;
- avere una disponibilità sufficiente di fondi sul conto.
L’emissione di un assegno senza copertura costituisce un illecito amministrativo che può comportare sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, l’avvio della procedura di protesto, con conseguenze sulla reputazione creditizia e il divieto temporaneo di emettere altri assegni.
Come si compila un assegno bancario passo passo
La compilazione di un assegno bancario richiede attenzione e precisione in ogni campo.
Ecco le principali voci da completare:
Luogo e data di emissione
Devono essere indicati nella prima riga in alto a sinistra. La data deve essere reale: la Legge non consente l’emissione di assegni postdatati.
- “Su piazza” significa nella stessa città della banca.
- “Fuori piazza” in un Comune diverso.
Importo in cifre
Va scritto in alto a destra, sempre con due decimali, anche se pari a zero.
Esempio: 500,00 € o 872,45 €.
Importo in lettere
Si riporta nella seconda riga per esteso, con i centesimi separati da una barra obliqua.
Esempio: cinquecento/00 oppure ottocentosettantadue/45.
In caso di differenze tra importo in lettere e in cifre, prevale quello scritto in lettere.
Nome del beneficiario
Deve essere indicato in modo chiaro e completo, specificando nome e cognome o ragione sociale del destinatario.
Firma del traente
Va apposta in basso a destra e deve corrispondere alla firma depositata presso la banca. In assenza di firma, l’assegno è privo di validità.
Per emettere un assegno è consigliabile avere a disposizione:
- documento di identità e codice fiscale;
- coordinate del conto corrente da cui verrà emesso;
- dati esatti del beneficiario.
La compilazione deve essere ordinata e priva di cancellature o correzioni, che potrebbero invalidare il titolo o rallentare l’incasso.
Che cos’è un assegno non trasferibile (e quando va usato)
La clausola “non trasferibile” è obbligatoria per Legge sugli assegni di importo pari o superiore a 1.000 euro, al fine di garantire la tracciabilità dei pagamenti e prevenire fenomeni di riciclaggio.
Questa dicitura, oggi prestampata sulla maggior parte dei moduli, stabilisce che solo il beneficiario indicato può incassare l’assegno.
Chi ha necessità di emettere assegni di importo inferiore a 1.000 euro può richiedere, a pagamento, un blocco di assegni trasferibili, soggetti all’imposta di 1,50 euro per ciascun modulo.
Un assegno trasferibile può essere ceduto a terzi mediante la cosiddetta girata, ovvero la firma del beneficiario sul retro. Tuttavia, per motivi di sicurezza, è sempre consigliato utilizzare assegni non trasferibili, che garantiscono maggiore tutela sia per chi li emette sia per chi li incassa.
Assegno circolare vs assegno bancario: cosa cambia
Sebbene abbiano un aspetto simile, assegno bancario e assegno circolare sono due strumenti distinti, con differenze sostanziali.
L’assegno bancario viene emesso dal cliente titolare di un conto corrente. Il pagamento dipende dalla disponibilità effettiva di fondi sul conto: se il saldo non è sufficiente, l’assegno può risultare scoperto. È il cliente a compilarlo e firmarlo, indicando importo, beneficiario e data.
L’assegno circolare, invece, è emesso direttamente dalla banca su richiesta del cliente. In questo caso, la somma viene versata anticipatamente e il pagamento è garantito dall’istituto di credito stesso. La compilazione è eseguita dalla banca, non dal cliente, e il titolo può essere incassato solo dal beneficiario indicato.
In sintesi, l’assegno bancario rappresenta un ordine di pagamento dato alla banca, mentre l’assegno circolare è un vero e proprio impegno della banca a pagare una somma già depositata. Quest’ultimo è quindi considerato più sicuro e viene spesso utilizzato per importi elevati o per operazioni come compravendite immobiliari.
Gli errori più comuni da evitare quando si scrive un assegno
Errori anche minimi possono rendere un assegno non valido o non incassabile. I più frequenti sono:
- mancanza o errata indicazione della data di emissione;
- differenze tra importo in cifre e in lettere;
- assenza della firma o firma non conforme a quella depositata;
- cancellature o correzioni sul modulo;
- beneficiario indicato in modo errato o incompleto;
- assenza della clausola “non trasferibile” per importi pari o superiori a 1.000 euro.
Verificare sempre la correttezza di ogni campo prima della consegna dell’assegno è la migliore garanzia di sicurezza e validità del titolo.
Compilare un assegno in modo corretto richiede precisione, ma è un’operazione semplice se si conoscono le regole di base.
Indicando con attenzione luogo, data, importo, beneficiario e firma, e rispettando la clausola “non trasferibile” quando prevista, è possibile evitare errori o sanzioni. Anche in un contesto sempre più digitale, l’assegno rimane uno strumento di pagamento affidabile, a condizione che venga compilato in modo accurato e conforme alle norme bancarie.


