bandiera europea tenuta in mano da una ragazza | Crédit Agricole
View e mercati

L’Europa? Può riguadagnare un ruolo centrale. Anche nei portafogli

Nell’attuale contesto di “disordine controllato”, diventa sempre più importante diversificare a livello geografico, oltre che settoriale. L’Europa, come l’area Emergente, appare al momento una fucina di sfide – e opportunità – a lungo termine.

mercatiinvestimentoeconomiafinanza

In un quadro globale segnato da una profonda riconfigurazione geopolitica, l’Europa è a un passaggio cruciale della sua storia. Le molte sfide degli ultimi anni – di natura economica ma anche sanitaria, energetica e, appunto, geopolitica – hanno portato alla luce fragilità strutturali che per molto tempo erano rimaste nell’ombra. Allo stesso tempo, queste stesse sfide hanno acceso una nuova consapevolezza: l’Unione Europea (UE) ha a disposizione gli strumenti per ridefinire il suo ruolo nell’ambito del nuovo scenario internazionale. E per rafforzare la sua autonomia strategica, mobilitando investimenti che non hanno precedenti.

Le vulnerabilità, insomma, possono rivelarsi motore di cambiamento.

Le vulnerabilità come motore del cambiamento

Con i suoi 448 milioni di abitanti, l’UE rappresenta il 5,5% della popolazione mondiale1: una quota non proprio trascurabile. Al di là dei numeri, resta però la criticità delle dipendenze da altri attori internazionali in una serie di settori strategici: dalle terre rare (quasi totalmente importate dalla Cina) ai semiconduttori, dai principi attivi dei farmaci all’energia. Punti deboli che, tuttavia, possono diventare un potente motore di trasformazione.

La riconfigurazione delle catene globali del valore e la necessità di ridurre le dipendenze dall’estero aprono infatti nuove opportunità, per un territorio strategicamente posizionato fra Asia e Americhe.

1 https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/wdn-20250326-1

Investimenti strategici per la sovranità europea

La necessità di ridurre le sue dipendenze, di capitalizzare i propri punti di forza e di modernizzare la propria economia offre all'Unione Europea un'opportunità unica per ridefinire il proprio ruolo sulla scena globale. Con questo scopo l'Europa sta impiegando ingenti investimenti per rafforzare la sua sovranità tecnologica ed energetica.

Con un impegno complessivo di circa 43 miliardi di euro, l'European Chips Act, entrato in vigore il 21 settembre 2023, rappresenta un'ambiziosa iniziativa per riconquistare l'autonomia nel settore dei semiconduttori mirando a quadruplicare la produzione europea entro il 2030.2

I chip, noti anche come semiconduttori, sono l'elemento costitutivo di tutti i prodotti elettronici e hanno un ruolo centrale nelle nostre economie moderne e nella nostra vita quotidiana. Sono alla base della trasformazione digitale e sono essenziali per utti i settori, come l'industria automobilistica, le comunicazioni, l'elaborazione dei dati, lo spazio, la difesa, i tdispositivi intelligenti e il gioco, per citarne alcuni.

Parallelamente NextGenerationEU, con i suoi 750 miliardi di euro, rappresenta un impegno senza precedenti per accelerare la transizione verde e digitale. Il progetto North Sea Wind Power Hub tramite la costruzione di isole artificiali nel Mare del Nord fornirà una capacità di 300 GW di eolico offshore entro il 20503; mentre, i progetti nel campo dell’idrogeno (IPCEI) hanno l'obiettivo di rafforzare la competitività industriale affrontando al contempo le sfide ambientali4.

Sul fronte energetico, inoltre, in risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato mondiale causate dal conflitto tra Russia e Ucraina, l’UE sta attuando il piano REPowerEU per eliminare gradualmente le importazioni di combustibili fossili dalla Russia5 riducendo il rischio di un ritorno alla dipendenza e offrendo maggior visibilità alla pianificazione di lungo periodo.

Il Critical Raw Materials Act6 e il piano d’azione ReSourceEU mirano invece ad accelerare gli sforzi dell’Unione Europea verso la disponibilità delle materie prime critiche (terre rare, cobalto o litio), la cui domanda, trainata dalla decarbonizzazione delle economie, è crescente a livello globale. Si stima che la domanda di metalli delle terre rare del vecchio continente dovrebbe aumentare di sei volte entro il 2030 e di sette volte entro il 2050; per il litio, di dodici volte entro il 2030 e di ventuno volte entro il 20506. Oggi, l'Europa è fortemente legata alle importazioni, spesso provenienti da un singolo terzo paese, e le crisi recenti ne hanno sottolineato le forti dipendenze strategiche. Basandosi sulla forza del mercato unico, la legge garantirà che l'UE possa contare su catene del valore solide, resilienti e sostenibili per le materie prime essenziali.

 

2 https://www.touteleurope.eu/environnement/energie-un-sommet-de-la-mer-du-nord-pour-developper-l-eolien-offshore/

3 https://ipcei-hydrogen.eu/

4 https://commission.europa.eu/topics/energy/repowereu_it?prefLang=it

5https://single-market-economy.ec.europa.eu/sectors/raw-materials/areas-specific-interest/critical-raw-materials/critical-raw-materials-act_en

Europa al centro dello scenario macro-finanziario

Il set di riforme e investimenti sta contribuendo a ridefinire il ruolo dell’Europa anche agli occhi dei mercati. Il percorso delineato è ambizioso e non privo di rischi. La riuscita della trasformazione dipenderà dalla capacità dell’Unione Europea di mantenere coesione interna, continuità nelle scelte strategiche ed equilibrio fra sovranità economica e apertura dei mercati. I prossimi anni saranno decisivi per capire se l’Europa riuscirà a tradurre tale visione in risultati concreti.

 

In ogni caso, il Vecchio Continente non è condannato al declino: al contrario, sta evidentemente cercando di trasformare le vulnerabilità in leve di rilancio, e ridefinendo il suo posto nel nuovo – e per molti versi inedito – scenario geoeconomico del Ventunesimo secolo.

 

Riteniamo che dal punto di vista di chi investe, nell’attuale contesto di “disordine controllato” e di forte concentrazione sulle mega-cap statunitensi, sia sempre più importante diversificare7 a livello geografico e settoriale, creando un portafoglio equilibrato che sappia combinare l’esposizione ai temi ciclici e difensivi. Non solo negli USA, ma anche in Europa: un’area che, proprio come quella Emergente, appare al momento una probabile fucina di opportunità a lungo termine.

7 La diversificazione non garantisce un profitto né protegge da perdite.

Importante da sapere

Il presente contenuto è una comunicazione di marketing redatta da Amundi SGR S.p.A., (“Amundi”) per conto delle società del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia (“Banche”) e da queste indirizzata a un pubblico indistinto (di seguito i “Destinatari” o singolarmente il “Destinatario”) a titolo meramente informativo e/o pubblicitario/promozionale. Amundi appartiene al medesimo Gruppo al quale appartengono le Banche e pertanto potrebbero presentarsi potenziali conflitti di interessi. Inoltre, le informazioni contenute potrebbero avere a oggetto strumenti finanziari rispetto ai quali Amundi e/o le Banche potrebbero trovarsi in una situazione di conflitto d’interesse. I contenuti della presente sezione non rappresentano in nessun caso un’offerta di acquisto o di vendita di prodotti finanziari, una raccomandazione avente a oggetto strumenti finanziari o emittenti di strumenti finanziarie non sono da intendere come ricerca in materia di investimenti o come analisi finanziaria, dal momento che, oltre a non avere i contenti, non rispetta i requisiti di indipendenza imposti per la ricerca finanziaria e non è sottoposta ad alcun divieto in ordine alla effettuazione di negoziazione prima della diffusione. Il contenuto della sezione è stato elaborata con le informazioni disponibili alla data in cui la stessa è stata redatta. Le informazioni, opinioni e stime in essa contenute sono suscettibili di variazioni in qualunque momento senza che da ciò derivi un obbligo di comunicazione e/o aggiornamento in capo ad Amundi e alle Banche. Tali informazioni, opinioni e stime si basano su informazioni di pubblico dominio, dati elaborati internamente o con il contributo di fonti esterne considerate affidabili. Amundi e le Banche non hanno verificato in maniera indipendente le informazioni tratte da fonti pubbliche o esterne e non forniscono alcuna indicazione o garanzia in merito alla loro correttezza, completezza e affidabilità. Eventuali dati riferiti a performance passate non sono un indicatore attendibile di performance attuali o future. Amundi e le Banche non confermano, assicurano o garantiscono l’idoneità a qualsiasi scopo di investimento delle informazioni contenute nella Newsletter, le quali non devono essere utilizzate come unica base per le decisioni d’investimento. Tali informazioni non intendono sostituire in alcun modo le autonome e personali valutazioni che ogni singolo Destinatario è tenuto a svolgere prima della conclusione di una qualsiasi operazione attinente a strumenti e prodotti finanziari. Il Destinatario, prima di qualunque investimento, è tenuto a prendere attenta visione della documentazione relativa allo strumento finanziario oggetto dell’operazione, la cui sussistenza è disposta dalla applicabile normativa di legge e regolamentare tempo per tempo vigente. La decisione di effettuare qualunque operazione finanziaria, presa autonomamente dal Destinatario sulla base delle informazioni contenute nella sezione, è a rischio esclusivo dello stesso. Amundi e le Banche non assumono alcuna responsabilità per eventuali danni derivanti dall’uso della presente comunicazione. Il contenuto non è rivolto e non può essere consegnato a cittadini degli Stati Uniti d’America o a soggetti ivi residenti o a qualsiasi “U.S. Person” come definita nel SEC Regulation S, ai sensi del Security Act of 1933. Al Destinatario non è consentito registrare tali contenuti, in tutto o in parte, su alcun tipo di supporto, se non ad uso esclusivamente personale, né riprodurli, copiarli, pubblicarli, trasmetterli ed utilizzarli a scopo commerciale senza preventiva autorizzazione scritta