

L'agroalimentare vale il 15% dell'economia italiana
Nel 2024, il sistema agroalimentare italiano ha totalizzato un fatturato di circa 700 miliardi di euro, circa 15% di quello dell’economia nazionale, confermandosi un settore cardine della nostra economia, con agricoltura e industria alimentare e delle bevande a rappresentare il 40% circa del valore totale. Lo mette nero su bianco il 78esimo annuario del Crea che documenta lo stato del settore in Italia.
Sul fronte degli scambi con l’estero, il 2024 segna un nuovo primato con le esportazioni che per la prima volta superano la soglia dei 68,5 miliardi di euro (+8,7%). La maggiore crescita dell’export rispetto all’import determina il ritorno ad un segno positivo del saldo della bilancia agroalimentare. Il made in Italy agroalimentare pesa per il 73,6% dell’export agroalimentare nazionale, trainato da vino, olio, formaggi e dolciari, con l’Ue che è il primo partner commerciale (58,3% dell'export). Fuori dall’Unione, gli Stati Uniti sono stati il primo mercato di sbocco con un peso dell’11,5%.
In crescita sia la produzione agricola (+2,5%) sia il valore aggiunto (+12,2%), grazie al netto calo dei costi dei fattori della produzione. Diminuiscono, infatti, i consumi intermedi (che si attestano a 31,3 miliardi di euro, con un calo del -7,9% rispetto al 2023), per effetto soprattutto della riduzione dei prezzi (-7,1%) e in misura minore delle quantità (-0,9%). La contrazione è marcata per energia (-15%) e concimi (-13,5%), mentre aumentano i prezzi delle sementi (+4,7%). Notevole anche il contributo dell’agricoltura e dell’industria alimentare e delle bevande alla bioeconomia (circa il 64% sul totale) che, nel 2024, in Italia rappresenta il 10% del valore dell’economia nazionale e oltre due milioni di persone occupate.
Dal punto di vista strutturale, si segnala una significativa trasformazione lungo tutta la filiera verso modelli più organizzati, digitalizzati e sostenibili. Emerge però la prosecuzione del trend di fuoriuscita di unità produttive dal settore agricolo (-1,5% rispetto al 2023). Di contro, si registra il rafforzamento delle imprese più strutturate anche grazie all’affermazione di forme organizzate più evolute e complesse: reti d’impresa (+5,9%) e forme cooperative (+11,2% in fatturato).
Nel 2024, le attività connesse, pur interessando solo il 6% delle aziende agricole italiane, hanno generato oltre 13,6 miliardi di euro di fatturato, con attività di supporto (12%) trainate da contoterzismo e prima lavorazione dei prodotti e secondarie (7%), con al vertice agriturismo e agroenergie.
Nel 2024, la crescita della produzione agricola italiana è stata sostenuta da prezzi in aumento e da una lieve ripresa dei volumi. Leva strategica per il made in Italy agroalimentare, le produzioni Dop e Igp hanno registrato una crescita del valore della produzione, che si colloca intorno ai 21 miliardi di euro - trainata dal cibo (9,9 miliardi, +7,7%), mentre è stabile il vino (11 miliardi) - pari al 19% del fatturato dell’agroalimentare italiano. In crescita anche l’export, con oltre 12 miliardi, che continua a registrare risultati positivi e un andamento favorevole sia nei mercati europei (+9,4%) sia in quelli extra europei (+17,8%).
Si conferma rilevante la spesa pubblica per il settore agricolo: circa 13,6 miliardi di euro nel 2024, corrispondenti al 31% del valore aggiunto agricolo. Il 60% del sostegno proviene da risorse Ue, il 22,3% da fondi nazionali e il 16,8% da contributi regionali.


