latta di olio | Crédit Agricole
View e mercati

Olio evo: produzione in aumento e fondi per il rilancio del settore

I dati del Sian relativi alla produzione dell'olio d'oliva italiano mostrano una situazione di netta ripresa (+30%) per la campagna 2025-2026, con una produzione nazionale attesa intorno alle 300.000 tonnellate di "oro verde", dopo un'annata, quella del 2024, che ha segnato un calo significativo a causa delle condizioni climatiche.

mercatitendenze

La Puglia si conferma la prima regione italiana per produzione di olio d'oliva, coprendo oltre il 50% del totale nazionale (151mila t), seguita da Calabria (43mila t) e Sicilia (41mila t). Da sole, le tre Regioni producono l’80% dell’olio d’oliva nazionale. La ripresa nel 2025 è dovuta a un clima più favorevole, sebbene il settore continui a dover affrontare la sfida della siccità e la necessità di investimenti per l'irrigazione di precisione.

Guardando alle esportazioni, tra gennaio e novembre 2025 le vendite all'estero ammontano a poco più di 1,9 miliardi di euro. L'Evo made in Italy – che vale l'87% dell'export totale di olio d'oliva tricolore – ha registrato una contrazione del 16% sui valori dello stesso periodo 2024, gonfiati dall'incremento dei prezzi. In volume, gli 11 mesi registrano invece un aumento del 21% sull'anno precedente, a 272mila tonnellate.

La top 5 dell'export è composta da Usa, Germania, Francia, Canada e Giappone, seguiti dalla Corea del Sud, che ha superato il Regno Unito nella classifica dei buyer. Bene anche la Cina, mentre si evidenziano i primi effetti dei dazi sul primo mercato di sbocco: gli Usa registrano perdite ben sopra la media in valore (-26,6% il risultato negli 11 mesi) mentre crescono molto meno (+1,1%) del resto del mondo in volume. 

Un tesoro che va difeso dalle contraffazioni e dalle importazioni selvagge. Gli arrivi in Italia di olio d'oliva straniero sono aumentati, con un balzo del 57% nel 2025 rispetto al 2024, suscitando preoccupazioni riguardo a potenziali truffe, inganni in etichetta e traffici illeciti. Così l'Ispettorato Centrale della Qualità e Repressione Frodi (Icqrf) ha introdotto nuove misure per garantire una maggiore tracciabilità per gli oli importati in regime di Perfezionamento attivo (Tpa, cioè la quota di olio che si può importare a dazio zero, non destinato al mercato interno italiano ma finalizzato a essere riesportato). Il provvedimento è entrato in vigore il primo marzo 2026 e rende obbligatorio registrare in modo puntuale nel Registro Telematico (Rto) la natura degli oli in regime Tpa e le relative operazioni di equivalenza.

E per sostenere e rilanciare un settore colpito duro dalla Xylella, il Governo ha varato il Piano Olivicolo Nazionale che stanzia 300 milioni di euro dal 2026 al 2031 per il reimpianto di oliveti con varietà resistenti e il ripristino della capacità produttiva delle aziende, oltre che per la promozione. Il piano è in via di definizione.

Anticipo Contributi Pubblici

Uno scoperto di conto corrente appositamente studiato da Crédit Agricole per permetterti di usufruire anticipatamente dei contributi pubblici di cui risulti assegnatario. Soluzione ideale per disporre in anticipo della liquidità del contributo, senza dover attendere l’accredito da parte dell’Ente.

campi coltivati | Crédit Agricole