

L’Asia emergente torna al centro della scena
Sui mercati finanziari è in atto una grande rotazione, che riporta in primo piano l’area dell’Asia emergente. Una regione eterogenea, la quale beneficia di alcune tendenze comuni come tecnologia, demografia e riforme strutturali, che spingono la crescita.
Negli ultimi anni, i mercati finanziari globali hanno vissuto una fase di forte concentrazione, con poche aree geografiche e settori capaci di catalizzare la maggior parte dei flussi. Ora il contesto sta cambiando. Il 2026 potrebbe essere l’anno giusto per allargare i propri orizzonti.
Non più solo USA e Tech: l’area emergente torna a splendere
Le trasformazioni geopolitiche, la riorganizzazione delle catene del valore, le valutazioni ormai elevate degli asset più “gettonati” stanno innescando una rotazione a livello geografico e settoriale. Ciò riporta l’attenzione su aree del mondo che, in questo momento, appaiono ben posizionate per beneficiare di un parziale passaggio del testimone. Tra queste, svolge un ruolo di primo piano l’Asia emergente, un’area che comprende un insieme eterogeneo di Paesi come Cina, India, Taiwan, Corea e Giappone.
Dal punto di vista macroeconomico, la regione vanta un potenziale di crescita strutturale superiore rispetto ai mercati sviluppati, grazie a una combinazione di consumi interni, investimenti e politiche industriali mirate. A ciò si aggiunge un contesto inflazionistico che, pur con differenze tra i vari Paesi, mostra segnali di progressiva normalizzazione, creando condizioni potenzialmente più favorevoli per gli attivi finanziari.
Le tre tendenze di lungo periodo che offrono supporto
Ci sono, poi, alcuni trend di lungo periodo che offrono supporto all’area asiatica emergente nel suo complesso.
- Demografia. Popolazioni mediamente più giovani e processi di urbanizzazione ancora in corso alimentano la domanda di beni, servizi e infrastrutture. L’espansione della classe media sta inoltre modificando i modelli di consumo, con un passaggio graduale dai beni essenziali a quelli discrezionali e una crescente propensione verso prodotti e servizi digitali.
- Digitalizzazione e tecnologia. La regione è centrale nelle catene globali del valore di settori chiave come semiconduttori, Intelligenza Artificiale, cloud e infrastrutture dati. La domanda strutturale legata ad automazione, mobilità elettrica e transizione energetica continua a sostenere investimenti rilevanti, con benefici che si distribuiscono lungo l’intero ecosistema industriale asiatico.
- Riforme strutturali. Diversi Paesi hanno implementato riforme volte a rafforzare la competitività industriale, migliorare la governance delle imprese e stimolare gli investimenti domestici. In un mondo sempre più frammentato, queste dinamiche contribuiscono a rendere l’Asia emergente meno dipendente dalla sola domanda esterna e più ancorata a driver interni di crescita.
Asia emergente: un universo variegato
Naturalmente, esistono differenze anche significative tra i vari Paesi della regione.
La Cina, per esempio, offre maggiori opportunità nel settore tecnologico, ponendosi come alternativa sempre più convincente agli Stati Uniti. Il caso Deepseek è stato emblematico in tal senso: il suo modello di IA più efficiente e a basso costo ha messo in discussione l’impostazione dei modelli sviluppati dalle big tech USA. Già nel 2025 le otto big tech cinesi più promettenti – Tencent, Alibaba, Meituan, Pinduoduo, JD.com, Baidu, e Xiaom, ribattezzate da Bloomberg le “China Tech 8s”, hanno eguagliato la performance delle “Magnificent 7” statunitensi. E lo slancio potrebbe proseguire, con il nuovo Piano Quinquennale cinese che conferma come priorità una maggiore autonomia sul fronte tech. Altro settore da monitorare è quello delle terre rare, dove Pechino gode di un forte vantaggio strategico: non solo dispone delle maggiori riserve al mondo di questi materiali, ma ne controlla anche la produzione.
Quanto all’India, i punti di forza comprendono una crescita particolarmente rapida –la regione è destinata a diventare la terza economia mondiale entro il 20271 – una popolazione giovane che alimenta la domanda interna, e un mercato azionario diversificato, con oltre 700 titoli scambiati attivamente.
Taiwan, da parte sua, risulta ben posizionato per beneficiare della crescita dell'Intelligenza Artificiale, seppure in presenza di un’economia che presenta ancora qualche squilibrio.
Il mercato coreano consente di investire in aziende leader a livello globale nell’ambito dei semiconduttori, delle batterie e delle auto, con l’ulteriore supporto offerto dalle riforme che stanno riducendo lo sconto valutativo e migliorando i ritorni per gli azionisti.
1 Fonte: CMIE Economic Outlook, Ricerca SBIFM.
Giappone tra politiche fiscali espansive e inflazione da domare
Il Giappone rappresenta un caso a sé: il Paese è alle prese con un’inflazione che ha rialzato la testa, mentre il primo ministro Sanae Takaichi punta a sostenere maggiormente l’economia con politiche fiscali più espansive. La Banca del Giappone potrebbe dover inasprire ulteriormente la politica monetaria per arginare l’eccessivo deprezzamento dello yen, il che complica l’obiettivo del governo di ridurre l’inflazione.
Opportunità interessanti per diversificare il portafoglio
Complessivamente, l’area dell’Asia emergente potrebbe offrire oggi opportunità interessanti su diversi fronti, pur incorporando qualche rischio in termini di volatilità e incertezza geopolitica.
Proprio per questo, l’investimento in questa regione andrebbe guardato in ottica di diversificazione strategica del portafoglio più che in chiave tattica, in affiancamento a posizioni sui mercati sviluppati e in un quadro di lungo periodo.
Come sempre il consiglio è quello di rivolgersi al proprio consulente di fiducia, che potrà guidare le scelte in base alle esigenze e agli obiettivi personali di ciascuno.


