Longevità: investire in base agli obiettivi (e senza trappole comportamentali) | Crédit Agricole
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Longevità: investire in base agli obiettivi (e senza trappole comportamentali)

L’allungamento della vita media rende sempre più centrale il tema della pianificazione di lungo periodo. Alcune reazioni emotive, però, possono incidere negativamente. Ma un approccio orientato agli obiettivi può aiutare.

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La vita che si allunga porta con sé nuove incognite

Negli ultimi decenni, il mondo sviluppato ha sperimentato due fenomeni demografici strettamente collegati:

  • da un lato, l’aumento dell’aspettativa di vita;
  • dall’altro, il progressivo invecchiamento della popolazione.

Secondo il rapporto ISTAT del 31 marzo 20251 la speranza di vita alla nascita in Italia ha raggiunto gli 83,4 anni, quasi cinque mesi in più rispetto al 2023, e potrebbe salire fino a 84,5 anni entro il 2040. Parallelamente, cresce il peso della popolazione più matura: oggi gli over 65 rappresentano circa il 24% della popolazione e, secondo le previsioni, potrebbero arrivare al 34,6% entro il 2050.

Si tratta senza dubbio di una grande conquista. Tuttavia, vivere più a lungo significa anche convivere con nuove sfide sociali, economiche e finanziarie, sia per i sistemi di welfare nel loro complesso, sia per le singole famiglie e persone.

1https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/Report_Previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie_Base-Base-112024.pdf

Pianificare il patrimonio in un mondo che invecchia

Una maggior durata di vita porta con sé, giocoforza, un orizzonte finanziario più esteso. Con il passare degli anni possono aumentare alcune spese, in particolare quelle legate alla salute e all’assistenza, che spesso risultano difficili da prevedere con precisione.

A livello collettivo, questa evoluzione mette sotto pressione i sistemi pensionistici e le compagnie assicurative, chiamati a rivedere le loro stime e le riserve necessarie per far fronte a una popolazione che vive più a lungo. A livello individuale, impone una riflessione sulle scelte di risparmio e sulle strategie d’investimento.

Per descrivere questo fenomeno si parla sempre più spesso di rischio di longevità, cioè della possibilità che le risorse accumulate nel corso della vita non siano sufficienti a coprire tutto il periodo della pensione.

La combinazione tra bassa natalità e aumento dell’aspettativa di vita sta infatti pesando sui sistemi pensionistici pubblici europei, compreso quello italiano. Per questo motivo, la pianificazione finanziaria individuale sta diventando un tassello sempre più importante.

Gestire il risparmio in base agli obiettivi

In questo contesto, assume una crescente importanza il cosiddetto goal-based investing, un metodo di pianificazione finanziaria che, partendo dagli obiettivi di vita di ciascun risparmiatore, costruisce una strategia d’investimento volta a raggiungerli. Consiste in pratica nel partire da obiettivi concreti e misurabili (l’acquisto di una casa, l’istruzione dei figli, l’integrazione della pensione o eventuali esigenze future di assistenza) e poi, di conseguenza, individuare le strategie d’investimento più adeguate.

Ma significa anche un’altra cosa. Ossia, organizzare le risorse finanziarie in base allo scopo al servizio delle quali le si vuole mettere: mantenere una quota di liquidità per eventuali imprevisti, destinare una parte del capitale a un portafoglio pensato per crescere nel lungo periodo, utilizzare strumenti assicurativi o di protezione per coprire rischi specifici.

Infine, vuol dire individuare un punto di equilibrio fra orizzonte temporale, obiettivi personali e livello di rischio sostenibile, aggiornando nel tempo le scelte di investimento man mano che cambiano le condizioni di vita o il contesto economico.

Quando le emozioni si mettono di mezzo

Va detto che, anche quando abbiamo chiari i nostri obiettivi, non sempre è facile prendere decisioni finanziarie razionali. Numerosi studi di finanza comportamentale dimostrano che le emozioni e alcune scorciatoie cognitive possono influenzare profondamente le nostre scelte, facendoci perdere di vista il nostro traguardo.

Questi meccanismi, noti come “bias” comportamentali, possono portarci a reagire in modo impulsivo ai movimenti dei mercati: vendere nei momenti di maggiore paura, rimandare decisioni importanti o cambiare strategia sulla base delle notizie più recenti.

Uno dei bias più noti è l’avversione alle perdite. Quando i mercati diventano volatili, la reazione più immediata può essere quella di vendere per evitare ulteriori ribassi. Tuttavia, questo comportamento rischia di compromettere il raggiungimento dei nostri obiettivi di lungo periodo. Per ridurre l’impatto di tale dinamica, può essere utile definire in anticipo alcune regole: mantenere una quota di liquidità per le emergenze, separare le risorse destinate ai progetti futuri e stabilire criteri di ribilanciamento del portafoglio. In questo modo, le decisioni finanziarie restano ancorate a un piano oggettivo e non alle emozioni del momento.

Recency bias, miopia, procrastinazione: come contrastarli?

Un’altra distorsione diffusa è quella del recency bias, ovvero la tendenza a dare troppo peso agli eventi più recenti. Una notizia negativa o un calo momentaneo dei mercati possono spingerci a cambiare strategia in modo affrettato. Per contrastare questa tendenza, può essere utile fare un passo indietro e ricordare perché abbiamo iniziato a investire: per costruire un patrimonio nel tempo, per finanziare progetti di vita o per integrare la pensione.

Per finire, esistono due atteggiamenti molto comuni che possono incidere nel lungo periodo: la miopia e la procrastinazione. La preferenza per benefici immediati o la tendenza a rimandare decisioni importanti può portare a un accumulo non sufficiente del risparmio per il futuro.

Un modo semplice per contrastare questo rischio è adottare strumenti automatici come i Piani di Accumulo, che prevedono versamenti periodici – di importo anche contenuto – e consentono di investire con continuità, beneficiando nel tempo del meccanismo della capitalizzazione composta2.

2 La capitalizzazione composta è il processo mediante il quale i rendimenti prodotti da un capitale vengono reinvestiti e, nei periodi successivi, generano a loro volta ulteriori rendimenti. Tale meccanismo implica che il valore del capitale cresca in funzione esponenziale del tempo, poiché la base su cui si calcolano i rendimenti aumenta a ogni periodo.

Pianificare la longevità: un percorso che parte dagli obiettivi

L’aumento dell’aspettativa di vita è una conquista straordinaria, ma richiede un cambio di prospettiva nel modo in cui pensiamo al risparmio e agli investimenti.

Partire dagli obiettivi di vita, organizzare le nostre risorse in funzione di questi traguardi e mettere in atto regole pratiche per limitare le reazioni emotive può aiutarci a costruire un piano finanziario più solido e sostenibile nel tempo.

Per trasformare questi principi in un progetto concreto e personalizzato, può rivelarsi utile il supporto di un consulente qualificato, in grado di aiutarci a individuare gli obiettivi, definire la tolleranza al rischio e selezionare gli strumenti più adatti al nostro profilo.

Importante da sapere

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