

Nel 2025 nuovo record per l’export di ortofrutta italiana
Il 2025 ha fatto segnare un nuovo primato per le esportazioni di ortofrutta fresca, il cui valore, in aumento dell’11% rispetto al 2024, si è attestato a poco meno di 6,7 miliardi di euro.
Positivo anche il risultato per le quantità esportate (3.922.204 t) in aumento dell’8,1% rispetto all’anno precedente. In crescita anche le importazioni che segnano un +7% in quantità e +14,9% in valore, tanto che il saldo commerciale italiano risulta essere di 408,2 milioni di euro, in calo del 26,8% rispetto al 2024. Rimane negativo il saldo in volume (-195.960 t) in leggero recupero (+7,7%) rispetto all’anno precedente. Questi i dati forniti da Fruitimprese, l’associazione delle imprese ortofrutticole italiane.
Analizzando i singoli comparti, spiccano i numeri in doppia cifra dell’export della frutta fresca (+12,8% in volume e +15% in valore), degli agrumi (+7,1% in quantità e +12,9% in volume); in leggera crescita le esportazioni di patate, legumi e ortaggi (+1,6% in quantità e +0,8% in valore).
Menzione di merito per le esportazioni di frutta secca, che aumentano del 24,4% in volume e del 35,4% in valore, un ottimo segnale per il Made in Italy. Chiude il panorama delle esportazioni la frutta tropicale, tipico prodotto in transito dai nostri porti verso il resto d’Europa, che, dopo anni di crescita, segna il passo con un -18,1% in volume e -10,2% in valore.
Parlando delle importazioni, sono tutti segni positivi quelli in volume: tuberi, ortaggi e legumi +7,9%, agrumi +5,4%, frutta fresca +3,4%, frutta secca +14,6%, frutta tropicale +5,8%; mentre, per quanto riguarda i valori, scendono leggermente solamente quelli delle patate, ortaggi e legumi (-4.1%), mentre aumenta sensibilmente l’import di agrumi (+22,7%) e quello della frutta secca (+40,1%); in questo ultimo caso è stata determinante un’annata molto deficitaria dal punto di vista produttivo per il nostro Paese, a causa delle avverse condizioni atmosferiche nel momento cruciale della campagna.
Crescono infine anche le importazioni in valore di frutta fresca (+8,3%) e frutta tropicale (+7,6%).
Per quanto riguarda i singoli prodotti campioni del nostro export, ci sono numeri molto interessanti per le mele che hanno sfondato il tetto di un milione di tonnellate esportate (1.056.986 per la precisione), in crescita del 17,24%, e che consolidano il primato di prodotto più esportato in valore (oltre 1,1 miliardi di euro) +16,03% rispetto al 2024.
Bene l’export di uva da tavola, che ha segnato +16,25% in volume e +8,47% in valore, a testimonianza di una campagna di raccolta in generale positiva, nonostante alcune problematiche dal punto di vista qualitativo. Numeri molto positivi anche per le esportazioni di kiwi, in crescita del 19,81% in quantità e del 26,45% in valore; questo prodotto contribuisce oggi al nostro export per quasi 700 milioni di euro, merito anche delle nuove varietà gialle e rosse che si stanno affermando sui mercati.
In calo invece le vendite oltre confine di pesche e nettarine a volume (-6,93%) ma in forte crescita a valore (+19,78%), grazie alle nuove varietà. Buoni risultati per gli agrumi, in particolare i limoni che crescono di oltre il 40% sia in volume che in valore. Sono leggermente in crescita (+16,34% in quantità e +14,54% in valore) le esportazioni di pere, ma siamo molto lontani dai numeri di annate considerate “normali” per un prodotto che, negli ultimi anni, soprattutto per la varietà abate, sta soffrendo più di altri il cambiamento climatico e l’attacco degli insetti.
Per quanto riguarda i prodotti più importati, in leggera crescita le banane (+3,52% in volume e +3,83% in valore), mentre continua a galoppare l’import di avocado (+23,85% in volume e +11,38% a valore).
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