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Nasce NetMatching la piattaforma digitale B2B del Gruppo Cariparma Crédit Agricole. In occasione di CIBUS 2016 i primi incontri “one to one” tra potenziali partner

Internazionalizzare, ampliare la distribuzione, costituire una rete di imprese, innovare processi, prodotti o macchinari, conoscere nuovi buyers, incontrare potenziali investitori, saranno solo alcune delle operazioni che Net Matching, la piattaforma digitale B2B del Gruppo Cariparma Crédit Agricole, renderà facilmente realizzabili. Il nuovo servizio, ideato per favorire le occasioni di networking delle imprese italiane, partirà ufficialmente in occasione dell’edizione 2016 di CIBUS e permetterà lo sviluppo di relazioni, collaborazioni e partnership con operatori e aziende straniere oltre che con altre aziende italiane di interesse.

 

Internazionalizzare, ampliare la distribuzione, costituire una rete di imprese, innovare processi, prodotti o macchinari, conoscere nuovi buyers, incontrare potenziali investitori, saranno solo alcune delle operazioni che Net Matching, la piattaforma digitale B2B del Gruppo Cariparma Crédit Agricole, renderà facilmente realizzabili. Il nuovo servizio, ideato per favorire le occasioni di networking delle imprese italiane, partirà ufficialmente in occasione dell’edizione 2016 di CIBUS e permetterà lo sviluppo di relazioni, collaborazioni e partnership con operatori e aziende straniere oltre che con altre aziende italiane di interesse.

Su Net Matching le aziende potranno registrarsi fornendo in maniera molto intuitiva alcuni dati basilari e inserire le caratteristiche ideali dei propri partner, oltre alle date disponibili per un incontro sul calendario virtuale. La piattaforma, sulla base di criteri predefiniti (es. fatturato, area geografica e paese, prodotti e servizi, fattori di competitività), permetterà di definire la compatibilità fra le diverse esigenze degli operatori e, a stretto giro, proporrà i partner più adatti con cui sarà possibile entrare in contatto anche mediante un incontro “one-to-one” organizzato dalla piattaforma stessa e, a richiesta, supportati anche dalla presenza di un gestore della banca.

Inoltre, le imprese registrate potranno beneficiare anche di una vasta library di pubblicazioni e insights su temi chiave per l’internazionalizzazione e di un tool di self assessment sulla propensione dell’azienda a espandersi all’estero.
L’iniziativa è nata per sostenere le aziende nel loro percorso di crescita e di sviluppo internazionale sia dei clienti business, che della rete internazionale del Gruppo, nonché di qualsiasi altra azienda interessata a un processo di internazionalizzazione.
L’obiettivo di Net Matching è quello di accelerare il Business grazie ad un modello di successo per favorire relazioni e network b2b a livello mondiale e di sviluppare il Made in Italy nelle filiere di eccellenza e le best practices anche in campo internazionale.

L’agroalimentare rappresenta di certo la prima eccellenza del Made in Italy. Per questo, non a caso, i primi incontri avverranno proprio a CIBUS tra possibili partner impegnati nella crescita del comparto agroalimentare.
Del resto, la “partnership con aziende estere in loco di natura distributiva o commerciale” e la “partecipazione ad eventi promozionali e fieristici” rappresentano le principali azioni che le imprese intendono attuare per accedere ai nuovi mercati o per consolidare la propria presenza all’estero.
Ad attestarlo è una survey che l’Osservatorio sulle Filiere Agroalimentari Nomisma - Gruppo Cariparma Crédit Agricole ha condotto su un campione di 1200 imprese agroalimentari per indagare criticità e direttrici di crescita del fenomeno export.
La ricerca di partner e la partecipazione agli eventi fieristici rappresentano azioni dichiarate strategiche “a livello trasversale”, cioè ritenute tali dalle imprese di tutte le dimensioni economiche.
L’individuazione di partnership sembra avere un peso maggiore nelle aziende più grandi (con fatturato superiore ai 40 milioni di euro) e diventa molto importante nel comparto lattiero-caseario anche se la necessità di trovare nuovi sbocchi di mercato risulta oggi una priorità per tutte le imprese.

 

 

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  • Positiva evoluzione delle masse intermediate su tutti i comparti: impieghi netti a clientela2 e raccolta diretta +2% a/a; raccolta indiretta +10% a/a, supportata dalla dinamica congiunta del risparmio amministrato (+15% a/a) e gestito (+6% a/a).
  • Crédit Agricole Italia ancora al primo posto tra le banche universali in Italia per Indice di Raccomandazione Cliente (IRC), risultato confermato dall’acquisizione di 212 mila nuovi clienti (+13% a/a); collocati oltre 13 miliardi di euro di prodotti Wealth Management (+12% a/a) ed erogati 11 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese (+12% a/a).
  • Proventi superiori a 3 miliardi di euro: la crescita delle commissioni (+5% a/a), spinte dal risultato del comparto servizi di investimento (+12% a/a3), mitiga l’andamento del margine di interesse, in progressiva stabilizzazione.
  • Costi ordinari sotto controllo (-1,4% a/a4,5), beneficiando delle azioni di efficientamento operativo; elevati i livelli di efficienza con cost income al 51,1%4,5.
  • Qualità degli attivi strutturalmente solida grazie ad un’efficiente e prudente gestione: NPE ratio lordo e netto in calo rispettivamente al 2,6% e 1,1%, coverage ratio a 59,4% (vs 53,7% dic-24); rettifiche su crediti in riduzione del -7% a/a.
  • Moody’s ha migliorato il rating di Crédit Agricole Italia ad a3 (da baa1), con outlook stabile. Elevato anche il giudizio sul Programma Premium di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite ad Aa2 da Aa3.
  • Ampio buffer di liquidità con LCR al 161% e ratio patrimoniali che si attestano, rispettivamente, al 13,4%6 il Common Equity Tier 1 Fully Loaded e al 17,7%6 il Total Capital Ratio.
  • Crédit Agricole Italia per il 18° anno consecutivo si conferma Top Employer, riconoscimento ottenuto grazie ad un ambiente di lavoro inclusivo e orientato al benessere, allo sviluppo e alla crescita professionale.
  • Prosegue la diffusione dell’utilizzo dei canali digitali: l’88% dei clienti è digitalizzato, il 66% utilizza attivamente i servizi online e circa il 92% delle transazioni avviene in digitale.