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Giovani e senior: la convivenza premia

Più dinamiche, multifunzionali, propense agli investimenti e all’innovazione. Sono le aziende agricole condotte da under 41 nelle quali, però, familiari più senior restano per affiancare i giovani nell’avviamento e nella gestione. A dirlo è l’analisi del campione Rica (Rete di informazione contabile agricola) 2019-2023.

finanziamentiinvestimentoInnovazione

Non si tratta di una rottura netta con il passato, ma piuttosto di un nuovo contratto sociale in azienda, in cui il giovane porta innovazioni digitali e formazione accademica, mentre la famiglia assicura supporto operativo e un patrimonio di esperienza indispensabile per competere, anche nelle aree più difficili del Paese.

Nelle aziende guidate da giovani agricoltori, la cui età media è di 33,3 anni, il passaggio di consegne avviene attraverso una convivenza intergenerazionale strategica in cui la forza lavoro familiare è composta spesso da coniugi (età media 41,8 anni) o parenti con un’età media superiore ai 45 anni, garantendo così una continuità di saperi e competenze. Questo patto intergenerazionale consente ai giovani di insediarsi con il supporto dell’esperienza senior, favorendo un fondamentale trasferimento di competenze nella delicata fase di avvio.

Un significativo elemento di discontinuità rispetto al passato riguarda la modalità di accesso alla risorsa terra. Se il modello tradizionale si basava quasi esclusivamente sulla proprietà fondiaria e sulla trasmissione ereditaria, oggi i giovani agricoltori dispongono di una superficie in proprietà mediamente inferiore rispetto agli agricoltori più anziani (6,6 ettari contro 9,2), compensata ricorrendo all’affitto, che arriva a coprire mediamente 12 ettari per azienda contro gli 8,2 degli over 41. Questa dinamica ha una duplice lettura: l’affitto rappresenta spesso l’unica via d’accesso al settore per chi non eredita l’azienda (il 37,1% dei giovani si insedia tramite affitto, contro il 15,1% dei non giovani), ma è anche la leva che permette alle imprese giovanili di raggiungere dimensioni aziendali maggiori. Le aziende condotte da giovani risultano mediamente più estese, con una Sau di 22,33 ettari rispetto ai 19,6 degli agricoltori non giovani.

Il divario culturale con le generazioni precedenti è netto: il 15,8% dei giovani agricoltori è laureato (contro il 9,7% degli over 40) e ben il 77,6% possiede almeno il diploma. Questa maggiore scolarizzazione si traduce in una diversa visione del lavoro: per i giovani l’agricoltura è l’attività prevalente. Solo il 18,3% di loro dichiara redditi extra-agricoli, contro il 35,1% dei conduttori over 41, a dimostrazione di una dedizione professionale esclusiva e di una maggiore fiducia nella stabilità economica del settore.

Il valore sociale dei giovani agricoltori si riflette anche nella scelta della localizzazione aziendale. Ben il 69,7% delle aziende giovanili si trova in zone di montagna e collina e il 59,2% opera in aree svantaggiate.

In contesti dove il rischio di abbandono è elevato, i giovani scelgono di restare, attratti anche da costi d’accesso alla terra più sostenibili, e rispondono con l’innovazione: il 32,7% delle aziende giovanili adotta il regime biologico (rispetto al 20,4% degli agricoltori over 41) e il 13% investe nella diversificazione (agriturismo, vendita diretta, trasformazione).

Sul fronte economico, i dati del campione Rica evidenziano un’imprenditoria giovanile più propensa al rischio e all’investimento. I giovani investono quasi il doppio rispetto agli over 41 (6.891 euro annui contro 3.913) e dispongono di un capitale macchine significativamente più alto. Questo comporta un maggiore indebitamento, necessario per finanziare la modernizzazione tecnologica.

Per sostenere questo processo di passaggio generazionale e l’insediamento di nuove aziende agricole, Crédit Agricole affianca i giovani del settore mettendo a disposizione soluzioni finanziarie dedicate e una consulenza professionale specializzata nel comparto agricolo e agroalimentare.

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uomo che guarda l'orizzonte con vigna sullo sfondo | Crédit Agricole

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